Si è liberi solo nella mente

venerdì, agosto 28, 2009


Fine estate. Vestita dall'instancabile calura satura solo di una quasi irrespirabile umidità, m'incoraggio a scrivere. Ne ho bisogno, anche solo per parlare un pò con me stessa, per analizzarmi con piglio critico e trovare spiegazione ai sempre più frequenti paragoni di "me col mondo" fatti dagli altri. Poco m'interessa il giudizio della massa, però quando sono le persone che amo e che "dovrebbero" conoscermi a fare confronto negativo, allora mi fermo a pensare su cosa sia tanto evidente in me contrario all'abitudine generale...insomma, mi chiedo seriamente cos'ho che non va?!
Passano gli anni e pare che invece di migliorare la mia posizione nel mondo, in questo mondo, io sia riuscita solo a peggiorarla...il fatto sconvolgente però è un altro...sembra che la mia inadeguatezza a questa realtà sia dovuta al mio particolare punto di vista, o, per usare un verbo all'infinito, al mio modo di "ragionare".
Le diatribe quotidiane con mia madre sono ormai il soundtrack della mia vita, quello che realmente mi angoscia è l'esito di questo mio incompreso, eppure innocuo, punto di vista...la mia crescente emarginazione nella società vigente.
Ovviamente mi riferisco ad un'emarginazione di tipo invisibile; ho, di fatto, la fortuna di appartenere ad una categoria di persone (i bianchi) che per origine e cultura (europea) parte avvantaggiato bussando ad una qualsiasi porta per chiedere informazioni! (Ecco qua uno dei miei tanti ironici "Ma perché?" che mi rendono "aliena"...)
Eppure, la mia situazione attuale di discriminazione forzata dalle regole sociali va peggiorando. Non mi preoccupo, sinceramente, di essere "evitata" dalla massa, sono sempre stata per carattere molto selettiva e preferisco ridurre gli amici al conto delle mie dita così da ricordarne nome e cuore assieme, piuttosto che conoscerne un centinaio e non viverli affatto. Il mio dilemma nella ricerca di una risposta al perché il mio modo di pensare sia diventato molesto come una mosca per taluni, e addirittura doloroso come un dito in una piaga per altri...Mi chiedo perché il mio pensiero in una società, che si fa chiamare democratica (mah...), non possa sussistere al pari di quello generale che, com'è ovvio per gioco-forza, vincerà sempre il confronto col mio.
Sono solita ascoltare e cercare di capire quello che altri pensano, ogni punto di vista diverso è per me sinonimo di democrazia e prova ulteriore della grandiosa relatività; perché, dunque, il mio particolare parere risulta sempre "fastidioso" come una nota stonata nel coro?
Sono una persona che ama e rispetta la Vita, preferisco i sentimenti all'ambizione egoistica, come ho scelto di non avere religione né un profilo definito legato a qualsiasi identità politica o sociale, mi confronto e accetto i pareri altrui pur mettendo in discussione talvolta le loro tesi così come le mie sì da verificarne la giustezza al fine di migliorare il mio comportamento, infine, sono solita essere coerente al mio modo d'essere e d'agire, attenta a non ferire chi mi circonda.
Dunque, di nuovo mi chiedo, cosa c'è di strano e d'intollerabile in questo?
Oggi, il pensare con la propria testa è possibile per la gran parte delle persone di questa società, possibilità garantita dal diritto allo studio, diritto di enorme valore ed ancora raro nel mondo, che fornisce a tutti gli strumenti necessari alla prima comprensione delle cose, l'ABC necessario al confronto, l'analisi e l'elaborazione personale di qualsiasi argomento o situazione reale. L'educazione scolastica è la chiave della cella dell'ignoranza, ma sembra aver perso totalmente la dimensione della sua importanza per ogni singolo futuro uomo...è divenuta un "obbligo" nella sola accezione negativa del termine, si è mutata in "peso" per i giovani che dovrebbero trarne beneficio, è divenuta una stupida costrizione che toglie tempo al "tempo libero"...questa è il fatto più mostruoso, oggi. Così avviene che, chi come la sottoscritta, ha compreso la necessaria utilità del saper leggere e scrivere per poter capire e pensare autonomamente, risulta al pari di una macchia d'unto su un lenzuolo candido, inderogabilmente "da togliere e lavare" il prima possibile!
Ogni ciclo storico ha visto nella "notte delle menti" la sua fine prossima, ne sono cosciente, però è altresì vero che qualche timida stella si è imposta di brillare nel tentativo di fare "alba"...ovvio è il fallimento certo di tale sforzo quando il cerchio sta per chiudersi inesorabilmente, ma quelle "voci sole" non sono forse state le basi all'inizio del ciclo successivo? Sì, poiché, alla fine, è evidente che sono i princìpi legati alla sopravvivenza, alla natura, all'istinto quelli che "ci salvano" ogni volta dall'estinzione, dunque perché "uccidere il grillo parlante" quando si è consapevoli che il non voler sentire non cancella la verità di quelle appena udibili parole?!
Io vivo e sbaglio, cado e mi rialzo, cambio parere nel confronto e cerco di non dare niente per scontato...ho deciso di ascoltare tutti per farmi la mia idea unica, sbagliata o giusta che sia, è mia...pensata, cucinata e servita dal mio cervello in tutta autonomia, non è questa la forma più "umana" di libertà?
E se, ancora oggi, una donna che pensa è questo grande pericolo non m'importa. Resterò ai margini di questa società omologata e studiata a tavolino da un'oligarchia di potenti, soltanto per me, per la libertà in cui mi hanno insegnato a credere gli scrittori, gli artisti, i filosofi, gli idealisti così come i miei genitori, la libertà che è dentro le nostre possibilità finché possiamo scegliere, "scegliere", per esempio, di non far parte di uno degli eserciti di carri armati sul tabellone del Risiko con cui "i pochi" continuano a giocare.

"Solo nei sogni gli uomini sono davvero liberi.
E’ da sempre così e così sarà per sempre."

"L’Attimo fuggente"

You Might Also Like

2 Impressions

  1. cara Petra,

    penso che in senso assoluto l'uomo, inteso davvero come ogni essere umano - me, te, la signora che va al mercato del martedì a comprare la frutta, Berlusconi, un tuareg... - non sarà mai libero. Ognuno di noi nasce chi più chi meno condizionato, anche nelle scelte, in modo spesso inconsapevole.

    è vero che, teoricamente, esiste la libertà di scelta, ma non è sempre vero per la libertà di azione. un carcerato non può scegliere liberamente come Berlusconi, né io sono forse più libero di te.... chissà.

    credo che queste domande siano interessanti ma vanno prese con la consapevolezza della loro parziale inutilità. non c'è nulla di male a essere sé stessi, ed è anzi la cosa più difficile al mondo. solo che ce ne dimentichiamo condizionati in parte e comprensibilmente dalla nostra posizione nel mondo, nella società, ecc...

    certo l'istruzione aiuta ma non è risolutiva.

    tutto sta in una miscela di volontà e ...fortuna.

    è già un successo riuscire a cambiare sé stessi, figurarsi il mondo.

    credo che comunque - prendo come esempio le discussioni con tua madre - i genitori discutono con i figli perché è così che va nell'ordine delle cose: loro hanno e avranno sempre un'idea di "bene" che è diversa dalla nostra perché le sfide e le difficoltà che loro hanno affrontato sono in parte comunque diverse dal nostro mondo. è inevitabile.

    relax, quindi.

    un abbraccio.

    RispondiElimina
  2. Caro Furio, prendi il mio scritto come uno sfogo, il tentativo poco soddisfacente di parlare a me stessa ad alta voce.
    Sono pienamente consapevole della situazione che c'ingabbia, spesso vorrei essere un gatto o un albero per vivere libera nelle regole della Natura, è una contraddizione voluta per sottolineare come sia differente il concetto di libertà, come ogni altro concetto, per la razza umana...tutto ciò di cui parliamo, il nostro stesso agire è condizionato dalle regole che noi stessi ci siamo imposti, certi di poterlo fare in quanto "essere superiori"...et voilà! La nostra superbia ci sta sotterrando...salvo poche azioni dell'uomo nella sua fulminea esistenza (per fortuna siamo solo il virus di una brutta influenza per la Terra!), la scrittura, la musica e l'ingegno applicato alla positività, per il resto attendo impaziente l'estinzione della mia genìa, con la speranza di rinascere albero per indossare una pelle che si addica più al mio animo. :)
    Grazie per il tuo commento, è sempre un piacere.

    RispondiElimina

"Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine." — Virginia Woolf

Puoi leggermi su

Follow

Follow my blog with Bloglovin


Paperblog

Aggregatore

Blog Directory

http://www.wikio.it


Miss Claire Queen

Disclamer

L'autore di questo blog si riserva di eliminare senza preavviso i commenti che siano illeciti, volgari, lesivi della privacy altrui, con contenuti di spam, ispirati da odio razziale, che possano recare danno ai minori, che contengano dati sensibili, che siano lesivi di copyright, che non siano correlati all'articolo cui si riferiscono.

Questo blog viene aggiornato senza una periodicità prestabilita quindi, ai sensi della legge n°62 del 07/03/2001, non è un prodotto editoriale o una testata giornalistica.

Le icone pubblicate sono state prelevate dalla rete attraverso il motore di ricerca Google. Chiunque si trovi violato nel copyright non ha che da comunicarlo, verranno eliminate immediatamente.

Ospiti e passanti

La grafica di questo blog è curata da Petra Zari aka Miss Claire Queen [© 2015], non ne è permessa la copia o la riproduzione anche parziale dei contenuti, che siano testi o immagini.

SE AMI IL MIO STILE e hai un blog che vuoi svecchiareSCRIVIMI!

Sfoglia il mio Portfolio!