Ricordo da salvare

venerdì, gennaio 01, 2010

15 agosto 2007

Una canottiera a costine nera che di femminile a solo il nome. Un paio di shorts lucidi e neri seguiti nell’orlo da una linea bianca, i miei preferiti, simili a quelli della Simeoni che da piccola, non so come né perché, adoravo. Sotto quel metro di stoffa, il costume ancora sudato che odora di sale e di cocco, lascia nell’aria il ricordo recente del pomeriggio di spiaggia e mare. Gli occhi arrossati e secchi dal vento, i capelli ancora annodati nei suoi giochi d’aria trattengono ancora granelli di sabbia e salsedine.
Sdraiata a pancia in giù sul saldo letto da una piazza e mezza, mi fermo ad ascoltare il grido delle cicale, ogni tanto sovrastate da una folata di brezza serale. A volte sono così assorta nelle mie letture da trattenere il fiato tra una frase e l’altra, come se il respiro potesse in qualche modo intaccarne l’atmosfera. Ma stasera la voce delle cicale sembra protagonista, forse perché è la sera di Ferragosto chissà...lascio il segnalibro fra le pagine, distratta appoggio la guancia sinistra sulla mano e lascio che il mio sguardo si allunghi fino a superare la porta che dà sul cortile. Dondolando i piedi, fisso l’ascolto sui suoni di questa sera di piena estate...uno dei momenti che amo di più...poche ore prima del tramonto, rumori di gente che prepara la tavola per cena, di musica evasa da una camera di ragazzi in attesa del pasto serale e ancora le cicale, insistenti come il tictac di un orologio a molla...e poi di nuovo una folata di brezza ad ovattare ogni suono e spazzare la calura del giorno assolato.
Tutto sembra complottare per indurmi a pensare un pò. Eh sì! E così penso, penso alla mia “casetta”, conquistata di mese in mese con la fatica di un esoso affitto; già, ma la libertà, l’indipendenza non hanno prezzo, perciò mi tengo tanto stretta quest’isola di pace. E poi non potrei trovare luogo più simile al mio animo...solo due stanze e un bagno, un piccolo cortile interno ricco di fiori e piante di limoni...un bilocale in pieno stile rustico, con il grande camino, il lavandino in pietra, i travicelli e quelle familiari mattonelle esagonali che spesso ho incontrato nelle vecchie cucine dei castelli...
Ma la stanza che amo di più è il bagno. Grande rispetto alle altre stanze, posto ad un piano superiore, alla fine di una ripida scala di pietra, si apre nella sua luminosità. Due finestre si specchiano in pareti opposte ad invitare l'indugio d'ogni raggio solare, lasciando incrociare le ombre dei mobili a terra, sulle lucide mattonelle bianche rifiniture di blu, facendo correre la luce sui rubinetti e gli oggetti in perfetto stile Old England. Il mio luogo di pensieri, di consolazione o di semplice relax è  proprio lì, a fianco della finestra che volge al mattino: la vasca bianca coi piedini di leone blu. Da quando abito qui, è diventata la mia compagna più cara, degna sostituta di una solitudine inquieta cui non potevo dipendere, ho scelto di passare lì i momenti più intensi della mia nuova vita indipendente, e lei non mi ha tradito...mi ha sempre ascoltata, paziente, come una vera amica, e se pur, consciamente, so che non avrebbe potuto far diversamente, i miei pensieri, problemi, pianti, sorrisi, hanno trovato inspiegabile ma sensibile soluzione alla fine di ogni bagno...lunghi bagni, di schiuma e acqua caldissima...lasciando che la mia musica salisse la scala e affacciata nella stanza satura di vapore, sottolineasse nelle sue note l’altalenarsi dei miei sentimenti, spesso seguendo sommessamente le pagine umide delle mie letture più care, a volte sostenendo la mia voce nel colorire una canzone della mia gioia, altre soffocando i singhiozzi della tristezza, altre ancora salutando il mio brindisi a me stessa, nelle bollicine vibranti di un bicchiere di vino. Un giorno andrò via di qui...e quella vasca mi mancherà...non è più un oggetto bello da vedere...è come se nei miei lunghi bagni, le avessi lasciato tutte le sensazioni, le parole, le emozioni lavate via da me, e, adesso, se solo sapesse parlare, potrebbe davvero sapere molto più del mio animo irrequieto e fragile persino di mia madre...strano vero? Come un oggetto possa mutare aspetto, valenza e colore nella nostra mente labile.

E così come un odore, una musica o le parole di un libro scatenano i ricordi, così una vecchia, grande vasca bianca dai piedini di leone blu resterà nelle pagine più care del mio album di foto di vita.


Petra

You Might Also Like

0 Impressions

"Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine." — Virginia Woolf

Puoi leggermi su

Follow

Follow my blog with Bloglovin


Paperblog

Aggregatore

Blog Directory

http://www.wikio.it


Miss Claire Queen

Disclamer

L'autore di questo blog si riserva di eliminare senza preavviso i commenti che siano illeciti, volgari, lesivi della privacy altrui, con contenuti di spam, ispirati da odio razziale, che possano recare danno ai minori, che contengano dati sensibili, che siano lesivi di copyright, che non siano correlati all'articolo cui si riferiscono.

Questo blog viene aggiornato senza una periodicità prestabilita quindi, ai sensi della legge n°62 del 07/03/2001, non è un prodotto editoriale o una testata giornalistica.

Le icone pubblicate sono state prelevate dalla rete attraverso il motore di ricerca Google. Chiunque si trovi violato nel copyright non ha che da comunicarlo, verranno eliminate immediatamente.

Ospiti e passanti

La grafica di questo blog è curata da Petra Zari aka Miss Claire Queen [© 2015], non ne è permessa la copia o la riproduzione anche parziale dei contenuti, che siano testi o immagini.

SE AMI IL MIO STILE e hai un blog che vuoi svecchiareSCRIVIMI!

Sfoglia il mio Portfolio!