Diario di un Viaggio mai fatto...

domenica, agosto 01, 2010

Che importanza possono avere gli oggetti? E gli oggetti di una singola vita? Che valenza può avere un quaderno di viaggio, soprattutto per chi quel viaggio non lo ha mai fatto?
La vita di ognuno di noi è profondamente materiale, la nostra stessa consistenza ce lo impone...siamo soprattutto carne, sangue ed ossa, nonostante la nostra libertà risieda nella speranza di esser fatti "della stessa sostanza dei sogni"...
Allora perché, spesso, gli oggetti più comuni diventano così importanti per noi?
Semplice, perché affidiamo loro i nostri sentimenti, li carichiamo di valore affettivo, li agganciamo ai nostri ricordi trasformandoli in piccole àncore da lanciare in mare ogni qualvolta siamo affamati di memoria.
Accade allora, che un diario, o meglio, un quaderno di viaggio appartenuto ad una persona di cui conosco a malapena il nome e il mestiere, diviene un vascello che conduce in lidi mai raggiunti prima...
E' come un incantesimo.
Le iniziali scritte a penna sul dorso del quaderno, il cordone di cuoio che abbraccia le pagine in composto silenzio, l'odore di polvere e passato insegnano rispetto alle miei mani curiose, per cui, con delicatezza estrema sciolgo il nodo aprendo un cassetto di memorie a me estranee. Quale emozione!
Le pagine sono ingiallite dall'oro del tempo: articoli di giornale di cui non rintraccio la data; fotografie di luoghi che il viaggiatore ha visto per me; parole, frasi sconnesse dal soggetto a me ignoto; dediche e ritratti extempore di volti sconosciuti, certamente incrociati durante il percorso; lettere e cartoline lasciate tra le pagine aprono nuovi cassetti di memoria, aggiungendo informazioni sulla vita dei loro autori, chiarendo connessioni con i loro destinatari; grafite e polvere fanno velo ad ogni contenuto, preservandone l'autenticità ed il valore, così come la sabbia del deserto conserva intatti i suoi tesori.
Leggo distratta e attenta ad un tempo, come è mio solito fare nel contemplare un oggetto che rapisce i miei sensi e sequestra la mia curiosità.
Le parole sono importanti, ma il dettaglio di queste, il modo in cui sono scritte e disposte sul foglio hanno la priorità sulla mia attenzione...così come le immagini, i ritagli di foto e di giornali hanno un senso, oppure, lo acquisiscono nell'istante in cui indugiano sulle mie retine...questo "oggetto" che sto imparando a conoscere, che sto aggiungendo alla mia memoria, è un collage, un diario e un'opera d'arte assieme.
Affidate alla tutela delle pagine scopro fiori e foglie appassite, raccolte con meticolosa cura in quarti di veline, quasi si trattasse di fotografie uniche dentro un album di sposa. Queste presenze, forse, sono quelle che sento più vicine: sono anch'io solita consegnare alle pagine dei libri che leggo fiori e foglie raccolte durante quel viaggio immaginario, così da ritrovare alla rilettura memoria delle emozioni originarie e delle passeggiate che le accompagnavano...
...credo fortemente, difatti, che i fiori fra le pagine aggiungano commenti preziosi alla memoria creata nel corso della lettura, credo che, in qualche modo, essi ci facciano compagnia...
Nella penombra estiva della mia camera, sfoglio le pagine avida di scoprire un nuovo dettaglio, altri indizi su quel viaggio mai fatto, eppure, sempre più vivido nella mia mente, tanto da generare a livello inconscio una fittizia memoria di questo: quasi, mi pare di essere lì, piccola, attonita, col naso all'insù, davanti a quell'edificio perfettamente in equilibrio fra terra e cielo, che disegna la sua ombra immensa sino ad un passo da me...
L'immaginazione è un drago immortale...se, poi, incoraggiata da disegni e parole, il drago volerà alto all'infinito...
I miei occhi sanno che è così, per abitudine, per talento, a volte persino per dipendenza. 
Ecco perché è  stato un bene scoprire di lì a poco che il quaderno di viaggio aveva un'ultima pagina. La fine materiale dell'oggetto ha impedito alla mia mente di perdersi del tutto.
L'impulso primario è stato quello di riprendere a sfogliare da capo quell'ostrica preziosa, ma avrei rischiato di confondere il giusto corso del tempo, contaminando capitoli precedenti e successivi di dettagli sparsi, perdendo l'integrità acquisita dell'intera trama...così, debolmente, ho riallacciato il cordone di cuoio, stringendo di nuovo le pagine nel loro abbraccio.
Un pò di malinconia per quei luoghi visitati se pur nella mia mente, è mutata presto in riconoscente consapevolezza di aver appena condiviso una rara fortuna...
...l'accesso alla memoria privata di un'anima sublime sotto le mie trascurabili dita.

a Marco
con affetto e riconoscenza,
per ringraziarti di avermi regalato questa nuvola d'emozioni.

Claire o "Jane" (vedi tu...)

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