GdL "Orgoglio e Pregiudizio" | Seconda tappa

giovedì, marzo 17, 2011

✿✿✿✿✿ 

Riporto qui al completo il mio commento alla prima tappa del GdL del Bryce House su "Orgoglio e Pregiudizio", postato nel sito del gruppo:

"Salve a tutte, carissime compagne di lettura!
Leggervi è sempre costruttivo, apre ogni volta il mio sguardo su punti di vista nuovi, interessantissimi, perciò, GRAZIE! :)

Veniamo al mio commento (sempre ritardatario) a questa seconda tappa del GdL.

Il ricordo del primo glaciale match fra le due controparti in gioco, la rumorosa e variegata Famiglia Bennet contro l'aristocratico gruppo di Netherfield, era appena l'abbozzo della sublime collezione di ritratti a tuttotondo che ne deriverà alla fine: il termine di confronto che implica l'ingresso (trionfale) del secondo gruppo di personaggi, è la mano demiurgica che scatena il furor creativo necessario per dare forma, definire le caratteristiche e le potenzialità dei giocatori. 
Lasciando la metafora sportiva, direi, più semplicemente, che in questa fase i dialoghi, le azioni e reazioni, il confronto sono determinanti nel plasmare ogni singolo personaggio, modellato non tanto dalla descrizione che ne fa la voce narrante, quanto dagli sguardi degli altri e della somma di questi, velati dalla cecità del pregiudizio da un lato e dalla curiosità originata dalla diversità di background sociale, dall'altro.
Ecco che, autonomamente, viene resa al lettore una prima precisa (anche se non verificata) opinione su Mr Darcy o su Mrs Bingley, come sulla stessa Lizzie, generata soltanto dall'apparenza, dal sentito dire, trovando manifesta (ma studiata) conferma nell'opinione comune. 
La Austen è maestra in questo genere di esposizione dei fatti! 
Attenta alla duplice natura del fraintendimento, come all'ambiguità latente di articolati dialoghi, ci rende inconsapevoli del nostro cammino comune nella comprensione dei personaggi, così, ci ritroviamo convinti della giustezza della nostra first impression, esattamente come Lizzie, ingenuamente sicuri di "saper riconoscere il carattere di ognuno", senza accorgerci, au contraire, di aver letto una sciarada dalla soluzione tutt'altro che scontata, peccando di orgoglio nel credere di averla risolta facilmente.
Ma non siamo realmente colpevoli d'orgoglio...è la Austen che ci ha imposto astutamente il ruolo di Lizzie, convincendoci che non v'è  fra tutti i personaggi nessun intelletto migliore del suo atto a giudicare l'altrui carattere, originando in noi una fiducia tale nelle capacità della protagonista da renderci ciechi ad ogni altra possibilità di visione che non sia la sua...siamo caduti in una trappola narrativa meravigliosa, e la cosa più incredibile sta nella sua inevitabilità!
Magie di Jane Austen.

Un altro aspetto su cui ho posto attenzione, oltre al ritmo e alla perfezione dei dialoghi-chiave fra Lizzie e Darcy, è il carattere "apparentemente accidentale" che la Austen affida agli eventi.
Sebbene sia essenziale l'elemento fatuale in ogni buona trama, quasi mai risulta così naturale una serie decisamente lunga di coincidenze...ci avete fatto caso?!
Spesso, leggendo un qualsiasi romanzo, indoviniamo piuttosto facilmente il seguito di un evento, poiché generalmente guidato dal binomio causa-effetto che si sussegue nei vari capitoli sino alla fine; nei romanzi austeniani, invece, la sola cosa intuibile (anche solo per il fatto che sono romanzi e non tragedie) è l'happy ending...ogni ipotesi di svolgimento della trama, che sta fra lo studiato incipit ed il finale rosa, è destinata a fallire, oppure, a rinascere come una fenice cambiando direzione così spesso da trovare giusto paragone soltanto nel complesso intreccio di un giallo di Agathe Christie!
I ritratti sono molti nei romanzi austeniani, esempi, e talvolta "esemplari" (Mr Collins, per dirne uno, è decisamente una specie protetta...) della varietà umana: alcuni sono ritratti sinceri, siano questi petulanti giullari o esplicite smorfiose, altri, invece, indossano maschere, spesso diametralmente opposte alla propria natura, a difesa di quest'ultima o dei sentimenti che ne derivano, altrimenti fragili e condannati dalle rigide regole della Società. Tutti i ritratti presenti hanno, ad ogni modo, un ruolo nello svolgimento della trama, sebbene siano i secondi, nel perdere ad un certo punto la maschera, ad essere determinanti nella risoluzione degli enigmi che sin dall'inizio si sono sommati nel complicare l'intreccio della storia, e così a svelare, unitamente alla propria reale natura, anche le parole, le azioni, persino le ragioni di queste di cui fino a quel momento conoscevamo solo le inspiegabili conseguenze.
C'è da chiedersi come si sia potuto sottovalutare, sino a poco tempo fa e mi riferisco all'Italia, la capacità di una scrittrice come la Austen...
...una Donna che, pur negli stretti confini della sua breve vita, ostacolata dai vincoli di una Società rigida come dalla modestia della sua origine, è riuscita in appena sei (dico SEI!) romanzi a renderci partecipi della sua acuta e ironica visione del mondo, regalandoci in sei tele meravigliose tutta la complessità e le aspirazioni del suo animo femminile, senza scadere mai nell'ovvio, come solo i Grandi sanno fare, senza scendere a compromessi, se non con la propria riesaminata ragione, scrivendo per la passione di farlo, anche a rischio della propria sopravvivenza economica, affrontando le difficoltà della vita reale con la stessa ironia dei suoi romanzi, medicina, purtroppo, inefficace per guarirla dalla malattia, eppure essenziale per averne, in seguito, consegnato il genio alla meritata eternità.

Come non ammirare i Grandi, se è certo che abbiamo solo da imparare?!

Sono stata, ancora una volta, esemplare io stessa nella mia prolissità, ma la cara @Eri mi ha chiesto di postare per intero e sono certa che salterete il commento qualora lo trovaste troppo pesante (è a rischio svenimento...), confido in voi nel preservare la vostra incolumità! :D

@Sylvia: come sempre il tuo parere arricchisce gradevolamente il tutto! Inutile ribadire la somiglianza di affetti che ci rende così deliziosamente poco obiettive davanti a questo tema! :D

@Eri: Hai individuato due relazioni molto diverse tra la protagonista e due personaggi secondari, l'esito del confronto è illuminante! :)

P.S. sto preparando un topic! ;)

@Cri: Bellissima quella scena! Mr Collins è decisamente l'origine di ogni imbarazzo...tranne che per due personaggi che non pronuncerò per non spoilerare! ;)

@Ziamame: mia cara, ti comprendo perfettamente! Io, per evitare di divorare il libro, ho pensato bene di comprarne altre due edizioni e soffermarmi sul confronto delle traduzioni! Aggiungi quello col testo originale e i due audiobooks inglese e italiano e l'overdose è completa!!! XD (@Sylvia ne sa qualcosa...!)

Basta!! Basta!!! Mi fermo! Ho capito!
Posterò solo una parte a questo punto...ed il resto sul mio blog, altrimenti @Eri si pente di avermi dato via libera! XD (PERDONO!)
Ebbene, buon Anniversario e buon proseguimento di lettura a tutte, alla prossima tappa!"
Baciotti,

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