GdL: Nord e Sud - Quinta ed ultima Tappa

sabato, maggio 12, 2012

Carissimi Ospiti e partecipanti a questo Gruppo di Lettura,
benvenuti alla Quinta ed ultima Tappa di "Nord e Sud" di Elizabeth Gaskell, nella curatissima prima edizione italiana della Jo March Editore!
Ma prima di continuare la lettura di quest'appassionante romanzo vittoriano, vi invito a commentare la prima e la seconda tappa ai relativi post:

Vi ricordo che chi avesse iniziato il libro in ritardo, puoi seguire tutte le tappe e commentare tranquillamente, io vi risponderò prontamente, sarà un piacere confrontarmi con voi!

Dopo questa tappa, pubblicherò la mia personale recensione, con un'anteprima davvero interessante su una prossima ed altrettanto squisita, priam edizione italiana, per non parlare delle due Ospiti Speciali che saranno qui con noi, giusto giusto per il tè! Siete curiosi? Lo capisco, ma prima finiamo quest'appassionante lettura!
 RIFLETTENDO SULLA QUARTA TAPPA: 
Cosa vi rammenta l'episodio alla Stazione? Un fraintendimento chiave, a mio parere.
John scopre la bugia di Margaret e le salva la reputazione, un'altra analogia con quale episodio letterario?
Come vi è sembrato il personaggio di Frederick ed il suo rapporto con la sorella?
Un confronto sul sindacato, sullo sciopero e la possibilità di dialogo tra Higgins, Margaret e Mr Hale, su cosa vi ha fatto riflettere?
Il romanzo è ambientato appena agli albori dell'era industriale, eppure, non vi pare così fortemente attuale nelle problematiche, persino nelle dinamiche?
Ed ora passiamo a leggere i vostri commenti, ma non prima di avervi rammentato i termini dell'ultima tappa!
CALENDARIO LETTURA
Prima Tappa
14/20 Aprile 2012
Capitoli I - X
Seconda Tappa
21/27 Aprile 2012
Capitoli XI - XX
Terza Tappa
28 Aprile / 4 Maggio 2012
Capitoli XXI - XXX
Quarta Tappa
5/11 Maggio 2012
Capitoli XXXI - XXXIX
Quinta Tappa
12/18 Maggio 2012
Capitoli XL - LII (fine)
Buona quinta ed ultima tappa! Claire!
 Links Utili
Jo March Agenzia Letteraria - dove potete acquistare la copia di Nord e Sud

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7 Impressions

  1. Che dire di questo libro ... prima di tutto che è un grande libro. Per entrare nello specifico le cose che più ho adorato sono l'accuratezza e la sensibilità delle descrizioni dei personaggi e dei loro mutamenti fisici ed emotivi di fronte ai vari eventi del romanzo. Alcune espressioni e metafore mi hanno fatto letteralmente svenire di riverenza di fronte all'autrice. Altra cosa positiva, la trama dove si ritrovano tutte le caratteristiche del romanzo di quell'epoca, i sentimenti nobili, i fraintendimenti, i pregiudizi e il vero spirito romantico. Ma ora passo alle critiche, alla critica in realtà perché solo una mi viene in mente. La rapidità della conclusione per me è troppo affrettata, capisco quanto lo schema dell'epoca dava importanza alla parte centrale del romanzo e la risoluzione spesso viene relegata a una o due pagine in fondo al libro, però siccome io sono una che ha difficoltà ad abbandonare un libro che ho amato, una fine frettolosa è troppo brusca per me, avrei preferito che la Gaskell si perdesse nelle sue perfette descrizioni ancora una volta per farci capire fino in fondo cosa a portato al mutamento di atteggiamento da parte dei due protagonisti.

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    Risposte
    1. Cara Aurore,
      grazie per questa tua riflessione conclusiva.
      Comprendo perfettamente la delusione relativa alla brevità del finale, è un parere che molti condividono, sebbene, esistano certamente ragioni che hanno portato a questa rapida risoluzione, delle quali prossimamente indagherò le ragioni in modo più approfondito.

      Sono felice di averti consigliato questo libro, sebbene sia piuttosto facile condividere un parere, quando i gusti sono simili e quando si tratta di scrittori di tal fatta!

      A questo punto, non mi resta che consigliarti "Ruth" edito da Editori Riuniti, che è uscito nel 2011 e del quale troverai informazioni cercando nel mio salotto, dove ne ho ampiamente parlato! ;)

      Grazie di cuore e alla prossima condivisione!

      (Riusciremo prima o poi a far leggere al Club un romanzo austeniano?!) X)

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  2. Concordo con Aurore; è un grande libro, e trovo l'autrice troppo ignorata dall'editoria italiana. questo romanzo sarebbe ovviamente riduttivo considerarlo un romanzo d'amore; mi ripeto, rispetto a uno dei commenti in una delle tappe precedenti, ma i protagonisti non sono solo Margaret Hale e John Thornton, protagonista è la rivoluzione industriale, con tutti i mutamenti che ha comportato, e le relazioni tra le diverse classi sociali, esplorate dalla Gaskell dall'interno (tramite i personaggi vari che vi appartengono) e dall'esterno.
    Personaggi tutti a tutto tondo; non ci sono personaggi "piatti", e di tutti conosciamo i pensieri e le emozioni. Lo sto consigliando a molte amiche..
    Anche io ho trovato "breve" la conclusione. ma forse è perchè mi stavo così affezionando ai protagonisti che non avrei voluto si concludesse.. fra l'altro mi è molto piaciuto il finale così poco esplicito. mi spiego meglio: ad esempio alla fine quando Margaret prova a strappar via le rose dalle mani di John, e lui acconsente, ma richiede un pagamento.. la Gaskell parla soltanto di un "delizioso silenzio". beh, io ho immaginato che ci fosse un bacio.. ma com'è delicata la sua frase!
    e mi ha deliziato anche la delicatezza di Henry Thornton, che secondo me ha capito tutto; ma la Gaskell dice solo che nessuno capì mai come mai non si era presentato all'appuntamento..
    insomma, io l'ultimo capitolo lo ritengo un piccolo capolavoro all'interno del romanzo stesso.

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    Risposte
    1. Carissima,

      ottima anche la tua riflessione conclusiva, in particolare sul capitolo finale, condivido assolutamente il valore del "non detto" o "sottinteso", che lascia all'immaginazione del lettore la debita continuazione di un periodo.
      Personalmente, questo fattore "implicito" mi piace moltissimo ed è comune ai romanzi dell'epoca, come anche in quelli di Jane Austen, poiché contengono un'intelligenza particolare ed uno sforzo maggiore nel suggerire senza palesare, o cadere nell'ovvio, il completamento di una scena o di un dialogo.

      A tal proposito, mi piacerebbe ricordare una differenza sostanziale in Pride & Prejudice del 2005, ove esistono due finali: il primo, il migliore a mio parere, che lascia all'intuito le conseguenze dell'ultima scena (il consenso di Mr Bennet a Lizzy), il secondo, editato solo per la versione USA, che aggiunge la scena di Lizzy e Darcy, in déshabillé, che si comportano come due piccioncini da reality show sulla terrazza di Pemberley!
      Ebbene, se il pubblico americano non si alza dalle poltrone del cinema senza un chiaro bacio hollywoodiano, preferisco passare da pudica in una società di reality e lasciare all'immaginazione ciò che non ha, non dovrebbe, aver bisogno di esser detto, voi che ne pensate?

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  3. Le cose da dire sono davvero tante , perciò non tento di darne né un giudizio complessivo né analitico:solo due frammenti su Margaret e sua madre. Quest’ultima mi ha colpito per il contrasto tra l’amore generoso di non far sapere la gravità della sua malattia e l’egoistico desiderio di rivedere il figlio,almeno un’ultima volta,non curandosi di mettere in pericolo lo stesso Frederick. Bello anche,perché poco libresco ma molto reale, il rapporto di maggior intimità,confidenza e forse affetto con la domestica che non con sua figlia.
    Margaret: fantastica. Stop, che altro è possibile aggiungere? Si ritrova a vivere in un periodo di forti cambiamenti economici e sociali ,senza precedenti,non a caso definiti rivoluzione industriale;cambiamenti poi anche familiari, un trasferimento improvviso,una malattia della madre e dell’amica Bessy, un sistema di valori e approccio alla vita totalmente altro e ciliegina conclusiva ben tre lutti in rapida sequenza. In mezzo a tutto questo,dimostrando grande apertura mentale oltreché forza, riesce a costruirsi armoniosamente come persona e a conquistare le “ simpatie” di un giovanotto di spessore. Insomma ha sbancato su tutti i fronti e con un lieto fine in stile Hollywood.
    Ho trovato implausibile la spiegazione che Margaret dà per il suo intervento in difesa di Thornton quando gli scioperanti vogliono farlo a fettine, dice di sé: << qualsiasi donna,degna di essere definita tale,si sarebbe fatta avanti per proteggere un uomo da solo in balia della violenza di molti …>>.E infatti il buon Thornton,giustamente, gli appronta una risposta ironica : << Ora ne sono convito che sia stata soltanto la vostra innata pietà per gli oppressi - sì anch’io posso essere un oppresso,sebbene sia un padrone …>>.
    Coinvolgente la scena della sommossa, per me il punto emotivamente più alto. Pure un bel climax a fine libro ci sarebbe stato bene,dopo ben 150 pagine di malintesi,maceramenti varii e suspence solo ,a conclusione di tutto questo,mezza paginetta per dichiararsi. Non che volessi scene bollenti e frasi peccaminose, ma un po’ stringata e cattivella la Gaskell lo è stata. Ma si fa perdonare,ci ha regalato uno spaccato di vita e di storia narrato magnificamente.

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    Risposte
    1. Grazie Domenico per il commento e benvenuto nel mio salottino! ;)
      Hai fatto bene a ricordare questo episodio, davvero molto importante e carico di tutte le forze in gioco. Il dialogo, che ha dell'assurdo nella dichiarazione di Margaret, serve proprio ad evidenziare da un lato, il carattere di lei, tanto altruista e spontaneo nel difendere i più deboli o i condannati ingiustamente, dall'altro, la debolezza, invece, della propria affermazione, una mera giustificazione al gesto istintivo di proteggere colui che già ama, sebbene, inconsapevolmente e contro la propria volontà (leggi, "pregiudizio").
      La scena che segue, in cui Margaret resta ferita, ha lo scopo di concludere il dialogo degli animi, sciogliendo anche l'ultimo ghiaccio dell'incertezza nel cuore di John, ora in preda al timore di perdere l'unica donna che ama, anche contro il volere della madre.

      Il finale, sì, devo dedicare un post all'argomento, prima o poi, sì, ho deciso! :)

      Sono felice di aver consigliato questo romanzo e di aver dato luce al merito di una scrittrice meravigliosa, chissà perché quasi ignorata in Italia, nonostante appartenga alle schiere più alte della Letteratura Inglese.

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  4. finalmente ho tra le mani l'edizione italiana del romanzo.. mi accingo a leggerla con molta curiosità, inizialmente mi sa che salterò da un punto all'altro, alla ricerca delle parti che amo di più.. ma alla fine mi deciderò a leggerlo dall'inizio alla fine :-)

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"Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine." — Virginia Woolf

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