Leggere ascoltando: dal libro all'audiolibro EMONS

domenica, febbraio 17, 2013

Carissimi affezionati lettori
de La Collezionista di Dettagli,
oggi introdurrò un argomento cui seguiranno alcune recensioni particolari, di libri non propriamente letti, bensì ascoltati, cercherò di spiegare il mio punto di vista su quest'esperienza e le differenze con la lettura tradizionale.
 
La Lettura è indubbiamente la più altruista fra le avventure di viaggio immaginative; il cinema, la televisione, persino l'illustrazione, che s'ispirano ad un testo scritto – sia romanzo o poesia – rappresentano di per sé già l'interpretazione della personale esperienza di lettura di coloro che ne hanno fatto un prodotto audio-visivo.
Leggere un libro, invece, permette la più ampia libertà d'immaginazione del singolo, che proietta le immagini evocate dalle parole attraverso la lente del proprio vissuto, dell'opinione particolare e del proprio grado d'immaginazione, ne deriva un esito sempre diverso, unico, come il lettore medesimo. 

Uno dei modi più semplici ed efficaci per rendere l'idea del carattere “altruista” e assieme “individualista” della lettura, consiste nel far leggere un racconto a due o tre persone (campione parimenti valido per mille, come per un milione) e chiedere loro di disegnare o cercare di descrivere per immagini la propria esperienza di viaggio mentale derivante dalla medesima lettura: ciò che ne risulterà sarà una collezione di panorami dissimili o diametralmente diversi – comunque mai identici – tenuti “in piedi” dallo stesso canovaccio, eppure tanto variegati tra immagini, distanze concettuali e morali conclusive, da sembrare frutto di letture differenti. Ci troveremmo – per usare una metafora tangibile – come nel bel mezzo di un bazar di stoffe cucite dallo stesso sarto, dove ogni capo è diverso per colore e consistenza o per raffinatezza di lavorazione, dove il tessuto più semplice ha lo stesso valore di quello più elaborato, perché ogni esperienza di lettura è unica e allo stesso modo valida poiché individuale, discutibile certo, ma non disprezzabile.
Questa premessa sulla lettura prepara il terreno all'eccezione: l'ascolto.
Vero è che anche la lettura ad alta voce di un testo presume un ruolo interpretativo, ma l'ascolto di questa non ha lo stesso potere condizionante di una trasposizione visiva; l'intonazione, le pause, il carattere di ogni personaggio – se ben letti e compresi– seguono il suggerimento diretto dello scrittore, così colui che legge per se stesso, come ad un auditorium, è paragonabile ad un ottimo musicista che suona lo spartito in modo tecnicamente perfetto. L'interpretazione, però, è qualcosa che va oltre il suggerimento generico del testo, essa presume un'elaborazione personale, di solito successiva ad una prima lettura, in cui si aggiunge il parere, il grado di piacere, noia o tormento durante quell'esperienza di lettura che si manifestano nell'opinione individuale del lettore.
L'ascolto di un audiolibro ben letto, dunque, non è propriamente un'esegesi, bensì un breve passo oltre la lettura che lascia ampio spazio ai personalismi dell'esperienza immaginativa.
Ho già parlato molte volte della mia collaborazione con EMONS, piccola casa editrice in grande crescita totalmente dedicata a questa sfera particolare dell'editoria, quella degli audiolibri, ad ogni modo, prima di orientare l'attenzione sulle recensioni di alcuni tra i titoli più noti, era doverosa un'introduzione a questo universo parallelo alla lettura, solo recentemente scoperto ed apprezzato dal pubblico italiano.
 
EMONS, in poco tempo, ha creato un catalogo ricchissimo di titoli, toccando tutti i target, dal bambino all'adulto, e tutti i generi,  scegliendo i migliori libri da ascoltare e la voce più adatta a narrare.
Parlando con il gentilissimo Sergio Polimene (Direttore Commerciale EMONS), durante lo scorso PisaBookFestival, ho scoperto quante siano le difficoltà nella selezione delle voci giuste per ogni titolo, quanti siano gli scalini da salire prima di arrivare in camera di registrazione, poiché il dietro le quinte di ogni prodotto rappresenta una sfida esclusiva, ma come ogni avventura coraggiosa riserva la meritata soddisfazione del successo finale, perché ogni audiolibro EMONS è un piccolo gioiello da collezione, dove passione, professionalità e cura dei dettagli – vi assicuro – annullano all'istante ogni ombra di pregiudizio.
 
Nei prossimi post, recensirò quattro audiolibri di EMONS, alcuni dei quali già ho introdotto tempo fa, ricorderete “Orgoglio e pregiudizio” cui si aggiunge il recente “Ragione e sentimento” due meravigliosi ascolti austeniani letti dalla bravissima eclettica Paola Cortellesi, ad essi seguirà il capolavoro di Virginia Woolf “Una Stanza tutta per sé”, letto da Manuela Mandracchia ed i famosi “Readings” di Charles Dickens, letti da Patrizia Zappa Mulas, forse riuscirò ad ascoltare e recensire anche l'uscita che vi avevo segnalato tempo fa, “Poesie” di Emily Dickinson, letto da Giovanna Mezzogiorno, versi declamati per una nuova esperienza di lettura. 
 
I cosiddetti puristi probabilmente resteranno della ferma opinione che l'ascolto di un libro ha poco da offrire all'immaginazione, per quanto mi riguarda, posso soltanto suggerire loro di fare un tentativo prima di dubitare, un'esperienza di ascolto potrebbe riservare sorprese insperate, se non altro un punto di vista diverso sul libro, in quanto scrigno di promesse di viaggio, non è detto che rilassarvi su un sofà, cuffie agli orecchi, magari provvisti di un tè caldo addolcito con biscotti al burro, vi arrechi tanta noia da addormentarvi!

Il mio punto di vista è quello di bambina: farsi raccontare una storia è sempre un momento di condivisione, un'occasione di avvicinamento tra scrittore, narratore e ascoltatore, una relazione – se pur virtuale nel caso dell'audiolibro – che ricrea l'atmosfera calda e confortante di quando la famiglia si raccoglieva davanti al fuoco d'inverno, o al fresco di una pergola d'estate, a vivere le emozioni di un buon libro.

Prima di salutarvi, come sempre sono curiosa di conoscere il vostro parere sugli audiolibri e le diverse esperienze di lettura di cui ho parlato, in attesa di leggervi, vi auguro un ottima domenica di letture.
La vostra Claire

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10 Impressions

  1. Anche io penso che sia un'esperienza che ti apre orizzonti del tutto inattesi! Magari chi di noi ha ancora avuto la fortuna di avere qualcuno che gli narrava le favole ,potrà riappropriarsi di qualche profumo infantile,ma è ovvio che ,da adulti e con temi adulti .la situazione sia del tutto inedita..ed è proprio questo che mi stuzzica! Mi salvo il link di questa casa editrice e mi riprometto di fare l'esperienza.L'importante credo che si basi anche su un feeling con la voce narrante altrimenti ....grrrrrrrr!!!
    Ciao e complimenti per il tuo blog,pensa che l'ho scoperto circa un mese fa, cercando notizie su Downtown Abbey!

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    1. @wolfsrain: Benvenuta nel Salotto! ^_^
      I prossimi post verteranno proprio su alcuni audiolibri Emons, parlerò in modo diluito anche del binomio libro-voce narrante, ad ogni modo, ti anticipo che Paola Cortellesi ha trovato in quest'avventura, a mio parere, un nuovo canale per ribadire il suo talento di trasformista, sentirla passare da un personaggio austeniano all'altro con tanta disinvoltura è un'esperienza divertente ed esaltante! :)
      Buon ascolto!

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  2. Interessantissimo questo post.
    L'audiolibro è davvero una novità, anche per noi che lavoriamo nel campo.
    Ti regala emozioni diverse, ti permette di leggere ad occhi chiusi, crea immagini diverse.
    A me piacciono molto!
    Grazie per il post! Continueremo ad ascoltarli!

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    1. Grazie per il passaggio! E' un vero piacere trovare un commento degli "addetti ai lavori"!
      Condivido la riflessione sul carico emozionale, che invece di togliere, aggiunge alla lettura originale!
      A presto!

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  3. :/ Solitamente non sono per gli audiolibri. Un po' perchè, solo ascoltando, non riesco a mantenere il livello di attenzione sempre sufficientemente alto. E poi perchè la "voce nella mia mente" con la quale leggo è spesso molto differente dall'interpretazione dell'attore-lettore: come dire che la sensazione offertami dai testi è diversa da quella suggerita da altri. Ma non mi scoraggio, nè proverò altri, e magari muterò idea!

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    1. Comprendo le tue perplessità, confesso di aver dubitato io stessa dell'esito di questo tipo di lettura la prima volta, ma com'è vero per i libri, anche gli audiolibri possono essere di vari livelli, quelli Emons, per quanto riguarda il panorama italiano, sono i più curati, per quanto ho potuto valutare.
      In ogni caso, ascoltare un libro necessita della stessa attenzione, o dovrei dire, tranquillità della musica classica, poiché solo così può raggiungere le corde dell'anima! :)

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  4. Una mia grande passione come è noto è il lavoro a maglia e conciliare la lettura con questa attività mi è stato possibile grazie agli audiolibri. Ciò che amo della lettura "tradizionale" è la possibilità di fermarsi a meditare su un passo o rileggerlo più volte, tornare indietro a qualche pagina precedente per darle ancora un'occhiata perché collegata in qualche modo particolare -secondo il nostro gusto- a quanto letto qualche pagina dopo...ma devo dire che anche l'audiolettura ha un suo perché. Intanto mi piace l'idea di ascoltare l'interpretazione data, ad un testo già noto, da qualcun altro per coglierne affinità e divergenze e poi mi è servito da stimolo nel caso in cui non fossi stata abbastanza invogliata da leggere qualche romanzo anche famoso o dei classici di cui avevo sempre posticipato la lettura perché non amavo particolarmente l'autore. Ecco, credo che quando si tratti di libri ci sia sempre qualcosa di positivo nelle innovazioni che porta la tecnologia, un po' come quando si parla degli e-book...

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    1. Cara Lilly, hai evocato una bellissima immagine, cara anche a me, se pur in modo diverso, laddove tu lavori a maglia, io ricamo o disegno, ma il concetto è il medesimo, l'ascolto è attento, persino terapico! ^_^
      Concordo anche con i lati positivi della tecnologia, in quanto artista e grafica, donna di altri tempi eppure moderna, sono sempre sull'altalena tra sapori antichi ed attuali, basta saperne trovare il lato buono per apprezzarne i meriti! :)
      Quant'è vero!
      Allora, buon ascolto e buon lavoro a maglia! :)

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    2. sai, io ti capisco benissimo perché riesco a far convivere in me amore per il passato e utilità del moderno :)

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    3. @Lilly: esattamente, cara! Passato e presente possono ancora comunicare, in fondo, sono padre e figlio, come potrebbe essere altrimenti? A noi la sfida di mantenere vivo il dialogo, così che di entrambi non si perdano le cose migliori! :D

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"Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine." — Virginia Woolf

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