La Fabbrica delle Meraviglie di Sharon Cameron [Recensione]

giovedì, febbraio 26, 2015

“Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta penso che per la razza umana ci sia ancora speranza.„
H. G. Wells
Ho sempre amato gli orologi meccanici, ne ho una piccola collezione e la sera, prima di coricarmi assieme a un libro, li sincronizzo e li carico, affascinata come la prima volta dagli ingranaggi che si appoggiano l’uno sull’altro per muovere tre lancette in perfetta armonia, senza fallire un battito, senza bisogno di corrente elettrica o batteria, dettaglio che oggigiorno ci fa pensare a questi meccanismi come ad oggetti incantati.
Lo stesso stupore animava gli europei dell’Ottocento, quando le esposizioni universali testimoni del rinnovamento, videro esposti i primi congegni meccanici, dai grandi macchinari testimoni della nuova epoca industriale, ai piccoli ingegnosi oggetti da collezione che alimentavano l’immaginario dell’uomo comune, proiettando scenari futuri prima impensabili.
Questa piccola premessa per introdurvi nel mondo fantastico del signor George Tulman, un simpatico, alquanto bizzarro omino con un talento particolare, quello di progettare attraverso calcoli e disegni che ricordano le formule magiche, meravigliosi personaggi meccanici cui manca solo la parola e tre giri di carica per muoversi nel mondo autonomamente.
Provate a immaginare: un grande laboratorio pieno zeppo di ogni sorta di attrezzo, automi finiti e altri da terminare, qualche progetto fallito e altri da correggere, creature dipinte intente a ripetere movimenti calcolati per convincerci della loro efficienza, come elementi di un carillon a dimensione umana, il tutto in un atmosfera da Fabbrica di Cioccolato in salsa Burton.
La Fabbrica delle Meraviglie di Sharon Cameron è un Paese dei Balocchi in cui si nascondono misteri, una Wonderland per grandi e piccini cui è impossibile sottrarsi, fitto di cose strane e coloratissime, come la camera del Mago Howl nel romanzo di Diana Wynne Jones (Il castello errante di Howl).

Ed è in questo universo straordinario dalle atmosfere steampunk che si ritrova Katharine Tulman, giovane nipote dell’inventore, inviata su ordine (più che piacere) dalla zia dispotica a controllare la situazione dello strambo zio, accusato di dilapidare il patrimonio familiare, il tutto per dimostrare in ogni modo possibile il suo presunto squilibrio mentale per costringerlo al confino in un manicomio con un ben pensato tornaconto economico.
Nonostante i suoi obblighi (forzosi) verso l’acida zia, Katharine è spigliata e intraprendente, intelligente e dotata di una puntuale ironia; orfana da tempo di entrambi i genitori, intraprende suo malgrado questo viaggio in un'altra epoca, in una casa dai corridoi labirintici e stanze segrete, colma di cose di un passato che sembra di colpo avvolgerla in strane memorie e immagini di un’esistenza già vissuta, che tra incubi e misteri da risolvere le svelerà a poco a poco una verità da lungo tempo nascosta.

Persone diffidenti l’accolgono nella casa dello zio, poche ermetiche figure che sembrano vegliare in modo possessivo sull’incolumità del Signor Tulman e il suo artefatto mondo: la casa, il laboratorio, un salone da ballo sotterraneo la cui cupola di vetro si apre sul bellissimo giardino di sopra, e i villaggi, i suoi insoliti abitanti, tutti così stranamente protettivi nei confronti dell’inventore. Katharine ha poche settimane di tempo per sciogliere l’enigma in cui si trova immersa, poiché sono sufficienti pochi giorni a contatto con lo zio per iniziare in lei una trasformazione; c’è qualcosa in queste stanze e quel ritratto di un’anziana signora che sembra seguirla con lo sguardo o… vegliare su di lei? –, quel bambino aggrappato al suo coniglio che si muove come un fantasma senza voce per ogni angolo della casa… e i due aiutanti dell’inventore, il signor Aldridge, accogliente e sempre pronto a guidare l’attenzione dell’ignara Katherine, e il burbero enigmatico Moreau (forse un omaggio all’omonimo Dottore di Wells), osserva diffidente la ragazza che pare minacciare la fine di tutto ciò che è stato fino a quel momento.

La Cameron ricama una storia fantastica di indubbio fascino sia per ragazzi, target principe del romanzo, sia per gli adulti vittime compiacenti della saga potteriana.

La Fabbrica delle Meraviglie
è molto ben scritto (e tradotto), Katharine Tulman conserva lo stupore della piccola Alice (c'è pure il coniglio!) nel suo primo viaggio in Wonderland ed è forte della consapevolezza dell’Alice di Al di là dello specchio, un’involontaria protagonista che si scopre eroina, cosa chiedere di più a un romanzo di formazione per ragazze?

Leggetelo, regalatelo e passateparola.
A presto, Claire

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6 Impressions

  1. Gustosissima chicca, grazie, me lo prendo subito. Come sempre sei coinvolgente e esaustiva! Un abbraccio e un bacione.

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    1. Carissima, che bello averti qui! :)
      Mi è piaciuto davvero molto, non è scontato e coinvolge anche un pubblico adulto. Uno di quei rari libri in cui la bellezza della copertina rispecchia il contenuto!
      Buona lettura, poi ti chiederò la tua impressione! :D

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  2. Ma come si fa a resistere se citi Diana Wynne Jones e Harry Potter? T_T
    Lo voglio orrendamente.

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    1. Ahah! Lo so, ma sono le immagini che ha evocato questa lettura, anche se potresti non rivederle tu, ogni lettura è personale, in fondo! :D
      Fammi sapere se lo recensirai!

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  3. Non so perchè ma non mi convince del tutto questo romanzo!!! XD

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    1. L'hai letto cara? :)
      Non è detto che la mia esperienza corrisponda alla tua, ma al di là delle atmosfere evocate che mi sono care, è scritto molto bene, anche se è un romanzo per ragazze. Non ho pregiudizi dopo Harry Potter! :D

      Elimina

"Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine." — Virginia Woolf

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