I fiumi di Londra di Ben Aaronovitch [Recensione]

lunedì, settembre 07, 2015

Carissimi collezionisti di letture,
eccomi oggi a parlarvi di un libro che mi ha letteralmente aperto una porta spazio-temporale su Londra, un romanzo dalle chiare atmosfere alla Gaiman, un urban fantasy che evoca i fantasmi e le suggestioni proprie della metropoli britannica.
I fiumi di Londra di Ben Aaronovitch, mi è stato regalato dalla mia cara amica Gabriella (❤) qualche mese fa, amica che era totalmente ignara del fatto che questo titolo era da tempo nella mia wishlist libresca. Conoscendo il mio svelato amore per il padre del genere Urban Fantasy, il geniale Neil Gaiman, si è fatta certamente convincere dalla fascetta (una volta tanto, sincera!) che consigliava il romanzo ai fan di Neverwhere (Neil Gaiman, 1996 – Nessun dove, Fanucci, prima edizione 1999). Mai fascetta fu più sensata!
Uno dei regali più graditi del 2015, si è rivelato una lettura-avventura di cui sentivo la nostalgia da anni.
Chi ha letto il libro opinerà sostenendo che c'è davvero molto, forse troppo, di Gaiman, ma – come detto nella presentazione – credo non sia un mistero considerare Aaronovitch quale suo erede, colui che più di ogni altro reca omaggio alla sua – comunque ineguagliabile – opera. Eppure, nonostante la scelta della stessa location di Neverwhere e altre references minori, ne I fiumi di Londra c'è molta invenzione e originalità, idee che prendono il largo da miti metropolitani trasfigurati per adattarsi alle visioni di una perfetta trama urban fantasy; l'autore dimostra così la sua abilità di tessitore di storie immaginative e complesse che ne hanno fatto un ottimo sceneggiatore di serie tv come Doctor Who, introducendo personaggi tratti dalla quotidianità e facendo di loro gli eroi inconsapevoli di un mistero, uno scenario intriso delle suggestioni gotiche che rimandano direttamente al Signore indiscusso del Terrore, Edgar Allan Poe.

Accade così che Peter Grant, aspirante agente di polizia e protagonista della storia, si trova coinvolto suo malgrado in vicende più grandi di lui come nella migliore delle favole fantasy: un delitto inspiegabile, un'apparizione che pare uscita da una storia dickensiana, un individuo enigmatico che sembra reduce da un'epoca passata...
Peter, ironico, modesto e ben poco ambizioso, viene promosso improvvisamente in una sezione molto speciale della polizia londinese di cui ignorava l'esistenza fino al giorno prima; scopre di avere un talento particolare, un potere latente che riuscirà a far emergere grazie al misterioso detective dagli abiti d'epoca Thomas Nightingale, personaggio di un fascino arcano e divertente che mi ha ricordato in parte il grande mago Houdini, in parte il personaggio televisivo di The Middleman, non chiedetemi perché! 

Sotto la guida del suo Maestro di magia, e grazie all'aiuto della sua amica e collega Leslie May, continua la sua indagine sul primo di una serie di efferati inspiegabili delitti, scoprendo una delle molte anime di Londra, il suo volto magico, quello nascosto, ma che esiste da secoli, sono i suoi Fiumi dalle sembianze umane di nuovo in lotta per l'egemonia del territorio che accoglie l'insaziabile crescita della metropoli.
Ma dove si cela la miccia della discordia?
Dopo secoli di pace fra gli Dèi fluviali, qualcosa ha rotto gli argini esondando persino in superficie, nell'ignara realtà umana. Peter, dapprima incredulo, finisce per immergersi completamente nelle atmosfere incantate della Londra fluviale, indossa le vesti scomode del peacemaker, indagando al contempo sull'origine del dissidio, scorrendo a ritroso le vicende che hanno preceduto gli eventi delittuosi, fino a trovare la risposta in un luogo inatteso, un luogo che è nel tempo, perché è sito nel passato.

Il ritmo avvincente della storia è costante, da buon sceneggiatore, Aaronovitch procede per immagini chiare, essenziali, dove è incluso ogni dettaglio utile alla storia; il fantasy si rivela un mystery ben architettato, nel quale l'autore non ricorre al facile uso dell'elemento magico per risolverne le dinamiche, anzi, questo resta un apparato utile ma non essenziale, o relegato a una sorta di nebbia nel background delle vicende.
Un libro da bere in una notte di tempesta, per aumentare la percezione delle sue atmosfere gotiche e urban, così da dare corpo alle visioni evocate e aggiungere il sottofondo sonoro perfetto agl'incantesimi che custodisce.
I fiumi di Londra è solo la prima avventura di Peter Grant, l'unica edita in Italia da Fanucci, gli altri libri sono Moon Over Soho (2011), Whispers Under Ground (2012) e Broken Homes (2013), che spero saranno pubblicati prossimamente sempre dalla stessa casa editrice, per completare la serie reduce da un ottimo successo in UK.
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